Impugnazione a ruolo esattoriale ed interesse ad agire

Tribunale di Bari – sez. Lavoro –  sentenza nr. 3206 del 7 giugno 2017 – Giudice Assunta Napoliello

Il caso

 Il ricorrente ha richiesto l’annullamento di due cartelle esattoriali aventi ad oggetto gabriella panarocrediti vantati dall’INPS, sostenendo che le stesse non gli fossero state notificate e che ne aveva avuto conoscenza solo a seguito di sua richeista dell’estratto di ruolo da parte di Equitalia Sud spa (oggi Agenzia Entrate Servizio Riscossione). Eccepiva, altresì, i presunti crediti vantati fossero comunque prescritti e che l’Ente fosse decaduto dal diritto di esigerli.

Costituendosi, sia l’INPS che la Società di riscossione, al contrario, comprovavano documentalmente, tra l’altro, che le cartelle erano state regolarmente notificate e che i crediti dalle stesse e dagli avvisi di pagamento non erano da considerarsi prescritti, poiché la mancata impugnazione delle cartelle aveva reso definitivo il credito in esse contenuto.

 

La pronuncia

 

Nel dichiarare inammissibile il ricorso, il Tribunale di Bari richiamava due precedenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione (nn 20618 del 2016 e 22946 del 2016), secondo cui è da escludere l’autonoma impugnabilità da parte del debitore dell’estratto di ruolo in difetto di una procedura esecutiva attivata dall’Amministrazione per il recupero del proprio credito.

Nel caso che ci riguarda, ove alcuna azione esecutiva era stata intrapresa, al fine di eliminare il provvedimento afflittivo (le cartelle esattoriali), il debitore avrebbe potuto muoversi in via amministrativa oppure con una richiesta di sgravio in autotutela. Secondo il Giudice, infatti, non è necessario intraprendere un’azione per l’accertamento negativo del credito, come è stato fatto nel caso di specie. Solo in caso di negazione di sgravio, il debitore avrebbe potuto opporre opposizione.

Questa decisione non và a contrastare con quanto in precedenza stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza nr. 19704 del 2015, secondo cui il debitore può impugnare la cartella di cui sia venuto a conoscenza tramite l’esame del proprio estratto di ruolo, senza dover attendere la notifica dell’atto successivo.

Si tratta di una tutela chiaramente anticipatoria, che permette al presunto debitore di tutelarsi onde evitare un aggravio di spese. Questo solo se per la prima volta il debitore prende conoscenza effettivamente delle cartelle per la prima volta in sede di esame del proprio estratto di ruolo.

Non così nel caso sottoposto al Tribunale di Bari. Difatti, come innanzi detto, le cartelle esattoriali, come comprovato da entrambi i convenuti erano state regolarmente notificate al debitore, che, quindi, ne aveva già avuto regolare conoscenza. Se così non fosse, si produrrebbe l’anomalo effetto di rimettere nei termini per l’impugnativa tutti i debitori.

Indubbiamente, sul punto, non si può non pensare che l’istanza in autotutela non è prevista quale condizione di procedibilità della domanda. Ipotizzare la sussistenza a carico del contribuente dell’onere di richiedere preventivamente lo sgravio costituirebbe una limitazione del diritto alla tutela giurisdizionale sancito dall’art. 24 della Costituzione

Avv. Gabriella Panaro 

avvgabriellapanaro@gmail.com

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